MEMORIE FUTURE III edizione 2019

I commenti sono chiusi

Memorie Future prende dal passato lancia con forza nel presente e nel futuro l’immenso patrimonio culturale, sia ambientale sia teatrale: paesaggi, luoghi storici, siti ambientali, biodiversità, archeologia, antropologia, pratiche teatrali, letteratura drammatica, in particolare campana, italiana ed europea, come fonti di ricerca, scoperta e sperimentazione.

Presentazione nuova traduzione
IL TEATRO E IL SUO DOPPIO ANTONIN ARTAUD
a cura di Giuseppe Rocca | Moderatore Fabrizio Coscia

29 Novembre 2019 – Ore 18:00 | Napoli

Foyer Teatro Mercadante - Piazza Municipio, Napoli | Ingresso libero.



Giuseppe Rocca è laureato in lettere moderne all’Università di Lecce e diplomato in regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico dove ha tenuto la cattedra di storia dello spettacolo.

Ha insegnato, inoltre, Storia e Tecnica della regia all’accademia di Belle Arti di Napoli e Sceneggiatura alla Nuova Università del Cinema e della Televisione, Roma.


Il teatro e il suo doppio, pubblicato da Gallimard nel 1938, raccoglie i saggi più significativi di Artaud. Rocca dice: In varia misura e legittimità, quasi tutto il teatro di ricerca di questo cinquantennio si è riconosciuto illuminato dal Sole Nero di Artaud. Nel bene e nel male. Spesso, chi ha agito nel nome di Artaud ne conosceva solo qualche massima. E poche parole d’ordine sono bastate, per esempio, a provocare nel DNA teatrale una vera mutazione genetica: l’atto performativo (recitazione o lettura registica di un dramma) è, di fatto, passato da attività di secondo livello (interpretazione del testo) ad azione di primo livello (creazione scenica). Una nuova traduzione può servire anche a discutere di questo, a invitare un consuntivo della fase che la versione Einaudi ha contribuito ad avviare e che oggi siamo maturi per storicizzare. Artaud distruttore del testo? Può esserlo uno che lascia ventisei volumi di scritti? Cos’è il rito, tanto sognato da Artaud, se non proprio quella ripetizione e quella fissità da lui tanto negate? È veramente applicabile al teatro quello che Artaud ha scritto sul teatro? Se cinquant’anni di teatro italiano sono stati influenzati da questo libro vuol dire che esso può avere effetti pratici. E vuol dire anche che la prassi ha bisogno di un pensiero che la stimoli, la guidi e la controlli eticamente.